14 aprile 2017

VIDEO JOBDV AL VINITALY CON BANFI

Il padiglione Castello Banfi presso Vinitaly 2017 Fiera di Verona, progettato dall’Arch. Edoardo Milesi di Archos Bergamo, riproduce un vero habitat sensoriale, un piccolo mondo fertile dal quale emerge l’articolata e complessa ricerca di Banfi: non solo una storia di vini di qualità ma la storia di un secolare amore per la terra, di un paziente e sapiente lavoro di modellazione e trasformazione del paesaggio e della sua gente, della costruzione del genius loci che ha ispirato nei secoli l’armonia del territorio toscano. Visitare lo stand Banfi è entrare in una dimensione evocativa ed esperienziale, fortemente emotiva, collettiva, polisensoriale, una dimensione ritualistica.

Due blocchi in legno di castagno bruciato uniti da due travi reticolari: uno angusto ma alto, dall’odore medievale, contiene il filtro d’ingresso; l’altro, diametralmente opposto, ospita la cucina, i magazzini e la scala che conduce al piano superiore dove trovano spazio stanze per consumare differenti vini e assaporare differenti storie.

Vele di membrana semitrasparente percorrono i lati lunghi e su di esse immagini evocative: le colline accarezzate dal sole, gli alberi mossi dal vento e bagnati dalla pioggia, ombre in movimento in una contaminazione tra campagna e metropoli; odori, rumori, luci si alternano per immergere il visitatore nei riflessi di un vino dal sapore e dal profumo della macchia mediterranea.

All’interno, tre delle principali pareti (di cui una 5 metri per 3) sono costituite da immagini video Banfi, sapientemente realizzate da JOBDV con la regia di Tommaso Imbimbo: un susseguirsi entusiasmante delle stagioni attraverso una ‘magica’ proiezione video (precisamente mappata dalla Volume) su schermi semitrasparenti, restituendo una presenza del territorio, della natura e della Cantina Banfi ed una esperienza unica per il visitatore.

Ogni elemento progettato racconta la terra toscana: il colore scuro delle pareti è ottenuto mediante un’antica tecnica giapponese per la conservazione del legno, molto simile alla tostatura delle barrique; il pavimento è lasciato in ferro grezzo e il legno utilizzato è un larice naturale non trattato, come quello delle casse di vino da spedire lontano, imbevuto degli oli essenziali del lentischio e dell’elicriso. 

 

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